Le quattro giornate di Napoli


Le quattro giornate di Napoli (1962)
VF: La bataille de Naples

réalisateur: Nanny Loy

scénaristes : Carlo Bernari, Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Nanni Loy et Vasco Pratolini

Aldo Giuffrè … Pitrella
Lea Massari … Maria
Jean Sorel … Livornese
Gian Maria Volonté … Stimolo
Georges Wilson … Directeur de prison pour mineurs

sujet: Le film décrit l’insurrection qui a éclaté spontanément à Naples après la fusillade de quelques marins italiens le 28 Septembre 1943 et qui en quatre jours a battu et mis en déroute les Allemands hors de la ville avant l’arrivée des Alliés.

note: 8 /10

Rien a dire sur la réalisation du film qui est très bonne. Les acteurs interprètent bien leur rôle mais Gian-Maria Volonté écrase tout avec son regard et sa présence. J’apprécie son jeu et son grand charisme mais il faut bien reconnaitre dans le cadre de ce site qu’il n’a pas joué dans beaucoup de comedies italiennes. Il incarne un ex-capitaine de l’armée italienne avec une main rigide gantée en noir. Amputation qu’il a eu sur le front russe en combattant avec l’armée allemande. A noter  que le personnage principal de café express, réalisé en 1980 par Loy, qu’incarne Nino Manfredi a aussi une main  rigide qu’il prétend avoir perdu (congelé) pendant la 2e guerre mondiale sur le front russe.

Et je vais laisser la parole au réalisateur de Nanni Loy, regista per caso qui a été interviewé par le jeune critique vénitien Alessandro Ticozzi dont je ne partage pas toujours ses gouts cinématographiques.

Come affronta il tema della Resistenza Nanni Loy in Un giorno da leoni (1961) e Le quattro giornate di Napoli (1962)?

“Un giorno da leoni e Le quattro giornate di Napoli sono veramente i film di Loy, non sono solo esperienze professionali ma sono i ‘suoi’ film perché per anni li ha pensati, meditati, studiati e voluti. Nanni Loy è affascinato dalle storie dei partigiani e crede nei valori di libertà e di democrazia della Resistenza. In questi due film vi sono modi opposti di raccontare la Resistenza. In Un giorno da leoni, si narrano le vicende di un gruppo di personaggi che tenta di creare un movimento armato di Resistenza nel Lazio. La missione è quella di far saltare un ponte nei Castelli romani, al passaggio di un treno con i rifornimenti per i tedeschi. Le quattro giornate di Napoli è corale, Loy descrive l’orgoglio e la ribellione pacifista di un popolo che rigetta l’oppressione nazista. I napoletani combattono gettando dalle finestre delle loro case, reti di letti, vecchi comò e lavandini.

Un giorno da leoni ottenne un buon successo di critica, e questo permise a Loy di realizzare l’altro film sulla Resistenza, Le quattro giornate di Napoli, che venne candidato all’Oscar ed ebbe un enorme successo di pubblico e di incassi. Loy ricevette molte offerte per sfruttare quel successo. Tra le tante, le produzioni americane gli offrirono un contratto per sette film di guerra, e gli arrivò persino la proposta di girare La battaglia di Algeri (che sarebbe poi stato il capolavoro di Gillo Pontecorvo), ma rifiutò tutte le proposte. In fin dei conti Loy era riuscito a fare quello voleva, raccontare la Resistenza: non intendeva standardizzare meccanicamente una tematica, perché la sua matrice antifascista è profondissima, e sentiva di aver dato, con questi due film, il suo contributo d’impegno personale”.

Extrait en italien (VO) de 9 min :

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